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LA STORIA DELL'OSPIZIO

L'Ospizio S.Erasmo è stato fondato tra la fine del 1200 e l'inizio del 1300 ed è la più antica istituzione legnanese di beneficenza.
La sua origine viene attribuita al frate umiliato Bonvesin de la Riva (1240 – 1314) sulla cui lapide nel convento di San Francesco a Milano era riportato l’epitaffio: “Hic iacet frater Bonvicinus de Ripa … qui construxit hospitale de Legnano”. Secondo alcuni storici, invece, Bonvesin della Riva consolidò un ospizio già esistente.

Durante il Medioevo, il ruolo ricoperto dall'Ospizio fu quello di ricovero e cura dei vecchi e degli infermi, ma anche quello di ospitare i pellegrini diretti verso Roma, detti romei, o a Venezia, uno dei porti di partenza per la Terra Santa, lungo uno dei tratti della via francigena. L’Ospizio Sant’Erasmo di Legnano era la quarta stazione dal passo del Sempione e ultima prima di Milano.
 

Dante nella Vita nuova così descrive i pellegrini:
 

" Peregrini si possono intendere in due modi, in uno largo e in uno stretto: in largo, in quanto è peregrino chiunque è fuori della sua patria; in modo stretto non s'intende peregrino se non chi va verso la casa di Sa' Iacopo o riede. E' però da sapere che in tre modi si chiamano propriamente le genti che vanno al servigio de l’Altissimo: chiamasi palmieri in quanto vanno oltremare, la onde molte volte recano la palma; chiamansi peregrini in quanto vanno a la casa di Galizia, però che la sepoltura di Sa' Iacopo fue più lontana della sua patria che d'alcuno altro apostolo; chiamansi romei quanti vanno a Roma".

In un antico documento del 1550 il Sant’Erasmo viene così descritto:
“…Hospitale Sant'Erasmi extra burgum Legnani, quarta parte miliaris in loco campestri secus viam Mediolanensem in quo hospitantur pauperes et infirmi et senes praecipue praefati loci. In quo sunt loca (locali) pront infra ad hospitandum pauperes et ibi annexa est ecclesiam…”.

“L’Ospizio di Sant’Erasmo si trova fuori del borgo di Legnano, in zona campestre al quarto miglio lungo la via che porta a Milano; in esso sono ospitati poveri, infermi e vecchi provenienti soprattutto da Legnano. In esso si trovano locali per ospitare i poveri e vi è annessa una chiesa”.

Dell’Ospizio di sant’Erasmo si parla anche nella visita pastorale fatta a Legnano dal cardinale Carlo Borromeo nel 1582. Secondo atti conservati nell’Archivio storico della diocesi di Milano, il complesso era costituito da un settore anteriore, posto lungo lo stradone del Sempione che conduce a Milano, costituito dall’hospitale che accoglieva in un fabbricato a due piani dodici vecchi e infermi, maschi e femmine in ambienti separati, e da un settore posteriore, rurale verso la zona collinare dei “colli di Sant’Erasmo” che dall’Ospizio ha preso il nome, con cascine per i coloni, orti e vigneti, da cui traeva parte delle rendite.
L'Opera Pia distribuiva anche pane e vino agli indigenti non ricoverati

e accoglieva bambini appena nati, abbandonati dai genitori. All’esterno della porta del reparto donne esisteva infatti un armadio girevole, la cosiddetta ruota, sul quale venivano posti i neonati affidati alla pietà ed alla misericordia.
Il nome di Sant’Erasmo, un santo vissuto nel terzo secolo, vescovo di Antiochia, perseguitato e giustiziato dall'imperatore Diocleziano nel 303, era uno dei 14 santi che nel Medioevo erano considerati “ausiliatori”, cioè da invocare per ricevere aiuto nei dolori corporali, ai quali venivano sovente dedicati ospedali e santuari. In particolare Sant’Erasmo era invocato per i dolori di ventre e per le partorienti in virtù del martirio a cui era stato sottoposto.
Gli ultimi tratti salienti di vita del santo sono raffigurati dagli affreschi che decoravano la facciata dell'edificio; in essi si vedono: l'arresto, la flagellazione, il martirio del santo.

Nel Settecento, sotto il dominio austriaco, al Sant’Erasmo fu confermata la funzione di “luogo pio” di natura misericordiosa, destinato soprattutto ad anziani indigenti. Ne assicuravano l’assistenza sia i lasciti provenienti da privati, che i proventi ricavabili dai terreni.

Nel periodo napoleonico la gestione del Sant’Erasmo viene tolta dal Capitolo di San Magno, che lo aveva gestito da secoli, e viene assegnata alla Congregazione di Carità, organismo composto da Prefetto, Prevosto, Podestà e da membri nominati dal Ministro del culto.

Con la proclamazione del Regno d’Italia, nel 1862 il Sant’Erasmo riordinò e ampliò le sue strutture edilizie per ospitare un maggior numero di anziani indigenti, e fu mantenuta la Congregazione di Carità sostenuta anche da finanziamenti comunali.

All’inizio del Novecento è Presidente della Congregazione di Carità Cesare Candiani, fondatore dell’Ospedale civile di Legnano che non a caso viene costruito proprio nei pressi dell’Ospizio, luogo di accoglienza e cura per secoli della città. Resosi conto che l’Ospizio è ormai angusto e privo di adeguate strutture, fatiscente e pericolante nelle mura, egli auspica la necessità di nuovi fabbricati. Il prevosto monsignor Eugenio Gilardelli si fa promotore di una raccolta di donazioni per poter ridare a Legnano un luogo per accogliere i poveri anziani, a cui la comunità cittadina risponde con un continuo afflusso di generose donazioni, a cui si aggiungono quelle provenienti dal Sindaco Fabio Vignati e dalla moglie Giuseppina. A fronte di fondi sufficienti per realizzare il nuovo Sant’Erasmo, verificata l’impossibilità di recupero dello stabile originario, si procede alla realizzazione del nuovo Sant’Erasmo, con facciata a due piani in pregevole architettura, con linee di stile quattrocentesco lombardo. Nell’estate del 1926 viene demolito il vecchio ospizio, salvando parti degli affreschi ancora recuperabili della facciata, mentre della chiesa vengono variati i muri esterni e rifatta la facciata in mattoni. Nell’ottobre 1927 viene inaugurato il nuovo ospizio su progetto dell’architetto Carlo Bianchi, dotato di ampi saloni, vasti dormitori per 50 posti letto e servizi moderni. L’assistenza sanitaria dei ricoverati fu affidato all’Ospedale Civico già attivo dal 1903, mentre la vigilanza e l’assistenza era svolta dalle suore dell’Ordine della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret,

Nel 1979 i grandi stanzoni dell’Ospizio vengono trasformati in camere di dimensioni più ridotte. Nel 1995 viene collegato all’edificio un nuovo fabbricato con un nucleo di degenza e servizi e nel 2002 vengono inaugurati due nuovi padiglioni sulla vasta area posteriore disponibile. Tutti gli investimenti sono realizzati con il generoso contributo della Regione Lombardia e con le risorse donate come beneficenza e lasciti da cittadini e associazioni di Legnano. Tra esse ricordiamo il cospicuo lascito della benefattrice Pierina Colli, che ha permesso al Sant’Erasmo di affrontare con sicurezza le grandi trasformazioni strutturali e gestionali degli anni 2000.

Nel 2003 l’Ospizio si trasforma in Fondazione Sant’Erasmo senza scopo di lucro ai sensi della legge sul “Riordino del sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza” (IPAB) del 2001.

Nel giugno 2005 viene inaugurata la nuova cappella del Sant’Erasmo, successivamente abbellita da una pala d’altare e da quattordici stazioni della via crucis dipinte dal pittore rumeno Emilian Nicula. La solenne benedizione della via Crucis viene fatta dal cardinal Tettamanzi nel 2006.

Nel 2007 viene aperto il Nucleo protetto con 16 posti letto riservati a persone affette da malattia di Alzheimer e viene raggiunta la capienza complessiva di 125 posti.

La presenza dell'ospizio al fianco alla chiesetta è confermata fin da prima del 1313. Infatti un testamento di Bonvesin de la Riva del 18 agosto 1304 riporta una postilla del 1313, con il quale il monaco detta anche alcuni benefici nei confronti dei frati dell'ospizio legnanese. Nel Medioevo i pellegrini viaggiavano per tragitti che, partendo dall'Europa settentrionale arrivavano ai passi del San Bernardo, Gottardo, Sempione e percorrevano l'Italia per passare a Roma e giungere in Terra Santa, per la quale ci si imbarcava a Bari o a Venezia. I viaggiatori che erano diretti a Venezia avevano tra le tappe obbligate anche l'ospizio di Sant'Erasmo a Legnano.
 

 

 
 
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